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Autorappresentazione positiva nell'era digitale

| Bettina Bichsel

Essere adolescenti significa anche esplorare la propria identità. Questo include mettersi alla prova, calarsi in ruoli diversi e vedere qual è la reazione altrui. Proprio i media sociali sono piattaforme popolari a tale scopo. Questi offrono sì numerose opportunità ai giovani, ma li espongono anche a determinati rischi. Cosa possono fare gli adulti per aiutare i giovani a sviluppare la fiducia in se stessi, un’immagine positiva di sé e un buon rapporto con il proprio corpo?
 

Vi ricordate ancora com’era essere giovani? Improvvisamente abbiamo dovuto staccarci dalla famiglia e iniziare a riflettere per conto nostro.

Chi sono? Chi voglio essere? Cosa voglio veramente? Quali sono le cose importanti per me? Cosa rappresento? Sono domande esistenziali che preoccupano gli adolescenti e vanno ad aggiungersi alle sfide che devono affrontare quotidianamente. E poi arrivano i cambiamenti fisici e ormonali. Niente è più come prima. In qualche modo, tutto si complica. In poche parole: l’adolescenza può essere un periodo confuso ed estenuante.

Con l’avvento dei media sociali, la situazione non è poi tanto cambiata. Oppure sì?

È dunque normale che i giovani cerchino sostegno e abbiano bisogno di essere guidati. Mentre noi ascoltavamo i nostri idoli su MTV e leggevamo tutto sulle loro vite nelle riviste, gli adolescenti di oggi trovano tutto ciò che vogliono sapere su Internet o nei media sociali. Le nuove star sono gli influencer.

La vita reale è ben diversa. 

Ronia Schiftan

Tuttavia, Ronia Schiftan, psicologa dell’alimentazione e dei media e responsabile dei progetti digitali al Centro di prevenzione dei disturbi alimentari (PEP) presso l’Inselspital di Berna, rileva importanti differenze rispetto al passato: nei media sociali, le immagini sono molto più frequenti. E gli influencer vengono percepiti come molto vicini. Pubblicano tutto, al punto che sembra quasi che siano amici. Questi due aspetti hanno un forte impatto sulla percezione dei giovani. Il desiderio di assomigliare a questi personaggi o di essere identici a loro è grande.

Il problema è che gli idoli trasmettono una realtà fittizia. Filtri, photoshop, posa professionale – le foto non sono mai un semplice scatto. Tutto è perfettamente messo in scena ed elaborato prima della pubblicazione. Di conseguenza, qualsiasi tentativo di essere uguali a loro è destinato a fallire sin dal principio. La vita reale è ben diversa. Per Ronia Schiftan questo «mondo finto» è il principale problema delle piattaforme dei media sociali, senza dimenticare le false informazioni che spesso circolano proprio riguardo all’alimentazione.

I media sociali sono una parte importante della realtà quotidiana degli adolescenti

Non è tuttavia sua intenzione condannare gli influencer o i media sociali. Le reti digitali sono un importante spazio di vita e di risonanza, soprattutto per gli adolescenti. Qui si possono stabilire contatti e condividere interessi, anche a prescindere dal luogo in cui ci si trova. Le persone si scambiano idee, trovano nuove comunità a cui sentono di appartenere, pubblicano selfie che ricevono like e si mettono alla prova. Tutto questo rafforza l’autostima e aiuta a sviluppare la propria personalità.

Allo stesso tempo, l’autunno scorso sono venute alla luce informazioni su uno studio interno svolto da Meta (in precedenza Facebook), secondo il quale Instagram ha un effetto negativo sulla percezione del proprio corpo per un’adolescente su tre. Un fenomeno analogo è stato osservato anche da Ronia Schiftan nel suo lavoro con i giovani. Secondo lei, si può senz’altro affermare che c’è incertezza sulla domanda «cos’è normale?». È anche questione dei valori che vengono veicolati. Per esempio, che un bell’aspetto è sinonimo di successo. È inoltre convinta che la quantità di foto postate basti ad avere un effetto di influenza - anche se una persona ha spirito critico e sa che le foto sono ritoccate.

Un utilizzo responsabile dei media è importante per tutti

Nell’ambito del progetto pilota «Responsible Health Blogging», il PEP sta attualmente sensibilizzando gli influencer ad adottare un comportamento online più responsabile. Questo include, per esempio, una chiara dichiarazione che un’immagine è stata modificata o la consapevolezza di quanto sia importante diffondere informazioni scientificamente fondate, specialmente sui temi della salute e dell’alimentazione.

Tuttavia, un cambiamento di rotta dovrebbe avvenire anche sulle stesse piattaforme dei media sociali, per esempio modificando gli algoritmi e non penalizzando più chi rimane qualche giorno senza pubblicare foto. In alcuni casi, i fornitori di questi servizi hanno già reagito: per esempio, i forum pro-ana e pro-mia, dove l’anoressia e la bulimia venivano esaltate, sono vietati ormai da tempo. Lo stesso vale per gli hashtag corrispondenti. Tuttavia, le comunità trovano di solito nuove opportunità, sotto altri hashtag, per connettersi nuovamente.

È dunque ancora più importante che gli adolescenti imparino ad usare i media sociali in modo responsabile fin dalla più tenera età. Nei colloqui con i giovani, Ronia Schiftan raccomanda loro innanzitutto di riflettere sugli account che seguono. Le domande che possono aiutare ad orientarsi sono ad esempio le seguenti: 

  • Perché seguo questa persona?
  • Quali sentimenti evocano le immagini? Sono positivi o negativi?
  • Vorrei trascorrere del tempo con questa persona anche nella vita reale?
  • La inviterei a casa?

Adulti: riflettere sulla percezione del proprio corpo e dare un’immagine positiva di sé

Anche i genitori, gli insegnanti o altre persone di riferimento possono sostenere i bambini e gli adolescenti nello sviluppare un’immagine positiva di sé e del proprio corpo.

  1. Iniziate con osservazioni e riflessioni nei vostri confronti: come tratto me stesso e il mio corpo? Quale esempio do? Ho pregiudizi nei confronti delle persone che non rientrano nella «norma»? Spesso persino dichiarazioni ben intenzionate diventano problematiche. Per esempio, quando durante la fase di crescita del bambino si dice: «Non preoccuparti se sei ingrassato un po’. Vedrai che prima o poi ritroverai la forma». Questo trasmette implicitamente al bambino l’idea che essere più in carne è una cosa negativa.
  2. Riguardo agli idoli dei vostri figli, siate semplicemente aperti e curiosi, senza giudicare immediatamente. Ponete loro delle domande. Chi stai seguendo? Cosa ci trovi di particolarmente brillante?
  3. Su questa base, si può instaurare un dialogo sulle immagini del corpo, gli stereotipi di genere, le realtà online, la propria identità e i propri valori. Perché un’immagine positiva di sé si crea soprattutto quando i bambini e i giovani interiorizzano il fatto che la diversità fisica è qualcosa di bello e che l’aspetto esteriore non è ciò che ci definisce.

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Troverete ulteriori informazioni e link sull’argomento alla rubrica → Autorappresentazione & ideali di bellezza

Bettina Bichsel è giornalista e redattrice. Tra le sue varie attività, scrive anche per il blog di Giovani e media.