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Possedere competenze mediali significa utilizzare i media consapevolmente e in maniera responsabile. Ciò comprende il saper soddisfare i propri bisogni di informazione e svago attraverso i media, ma anche l’essere in grado di giudicare con criterio sia il proprio utilizzo di questi strumenti che i loro contenuti. Più presto i bambini iniziano a valutare criticamente il proprio utilizzo dei media, meglio sapranno proteggersi dai relativi rischi. Famiglia, strutture per la custodia di bambini, scuola, attività giovanili e istituzioni socio-pedagogiche sono contesti chiave per la trasmissione delle competenze mediali. Inoltre, le persone che vivono e/o lavorano a contatto con bambini e giovani rivestono un’importante funzione di modello. Per poterli accompagnare in modo competente nell’uso quotidiano dei media, devono infatti essere consapevoli dell’utilizzo che essi stessi ne fanno. Infine occorrono sul piano istituzionale strategie e linee direttive che definiscano il quadro per le attività di pedagogia mediale. In questa rubrica vi presentiamo i fattori di successo per una promozione efficace delle competenze mediali in famiglia, a scuola, nell’ambito della custodia di bambini e nelle attività giovanili.
Genitori & famiglia

Il ruolo fondamentale dei genitori nell’educazione ai media

Internet è come una grande città: ci sono posti sicuri, persone gentili, parchi giochi, zone a traffico limitato e negozi. Tuttavia ci sono anche angoli bui, personaggi strani, strade pericolose, quartieri a luci rosse e criminalità. Come possono imparare i vostri figli a muoversi in questa città in modo sicuro e responsabile? Esattamente come nella vita reale, anche nel mondo digitale i bambini hanno bisogno che i genitori li accompagnino e fungano da modello e interlocutori di fiducia, pronti ad aiutare e ad apprendere insieme. In questa rubrica troverete consigli pratici per integrare l’educazione ai media nella vita di tutti i giorni.

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Insegnanti & scuola

L’educazione ai media – una sfida per la scuola

Nella nostra società dell’informazione digitale, le competenze mediali sono importanti come saper leggere, scrivere e calcolare. Oggi l’educazione ai media costituisce dunque un compito fondamentale per ogni scuola. Per insegnanti e direttori scolastici ciò significa occuparsi attivamente di questo tema. Come si possono utilizzare con profitto i media digitali nell’insegnamento e quali opportunità offrono? Cosa implica questo per il ruolo degli insegnanti? Quali rischi vanno considerati e come reagire in caso di crisi? Rispondendo a queste domande si può garantire un insegnamento adeguato su e con i media digitali.

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Attività giovanili

Creatività e partecipazione: le attività giovanili e i media

I media digitali rivestono un ruolo importante nella realtà quotidiana dei giovani. Ciò rappresenta un grande potenziale per le attività giovanili extrascolastiche, che possono sfruttare i media come mezzo per comunicare con gli adolescenti, come strumento di organizzazione o come tema per discussioni e attività. Ma cosa significa esattamente nella prassi quotidiana dell’animazione socioculturale? Come fare per integrare in modo adeguato i media digitali nelle attività giovanili? In che modo si possono creare spazi virtuali di sperimentazione? Quali sono le condizioni necessarie per sviluppare un’animazione mediatica attiva? Che opportunità ne derivano? E a quali rischi occorre prestare attenzione?

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Pedagogia speciale

Educazione ai media nella pedagogia speciale

Ormai da diverso tempo i media digitali sono parte integrante della vita quotidiana dei bambini e dei giovani, anche di quelli con esigenze particolari. Gli sviluppi nel campo dei media digitali (smartphone, tablet, computer, ecc.) sono rapidissimi e pongono seri problemi a molti responsabili e collaboratori di istituzioni per bambini e giovani con esigenze particolari. La prima reazione è spesso quella di vietare i media digitali nelle proprie istituzioni, ma, come mostra l’esperienza, questa non è una soluzione valida. I bambini e i giovani devono imparare a utilizzare i media digitali in modo critico e responsabile, poiché solo così possono sfruttare il loro potenziale evitandone i rischi. La promozione delle competenze mediali contribuisce in modo fondamentale alla partecipazione alla vita sociale e alle pari opportunità. Qui potete scoprire come la pedagogia mediale può essere integrata nel contesto della pedagogia sociale, curativa e speciale nei suoi diversi campi d’azione.

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Custodia di bambini

I media digitali nel contesto della custodia di bambini

I bambini entrano in contatto con i media digitali già in tenera età. Per questo motivo, le istituzioni di custodia quali la scuola dell’infanzia, gli asili nido e i doposcuola, non possono ignorare le questioni attinenti all’educazione ai media. Sul se e sul come realizzare tale educazione, tuttavia, vi è disaccordo sia tra gli esperti che tra i genitori. Se però un’istituzione l’accoglie favorevolmente, l’educazione ai media può essere integrata nell’insegnamento quotidiano in maniera continuativa e consona all’età dei bambini, favorendone la creatività, la voglia di giocare e di scoprire il mondo.

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Educazione tra pari

E se i giovani fossero formati da altri giovani?

I bambini e i ragazzi sviluppano le proprie competenze mediali principalmente in contesti di apprendimento informali, ad esempio in famiglia, con gli amici o durante il tempo libero. Tuttavia, crescendo, essi attribuiscono sempre più importanza al gruppo di coetanei (il cosiddetto “gruppo di pari”), mentre i consigli degli adulti tendono a perdere di credibilità. L’educazione e il tutoraggio tra pari, due approcci di scambio informale di informazioni e di esperienze tra coetanei, sono dunque particolarmente promettenti nel settore dei media digitali. Si tratta però di metodi impegnativi, che per raggiungere i loro obiettivi richiedono riflessione e diligenza, sia da parte dei giovani che degli adulti.

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