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Il ruolo fondamentale dei genitori nell’educazione ai media

Internet è come una grande città: ci sono posti sicuri, persone gentili, parchi giochi, zone a traffico limitato e negozi. Tuttavia ci sono anche angoli bui, personaggi strani, strade pericolose, quartieri a luci rosse e criminalità. Come possono imparare i vostri figli a muoversi in questa città in modo sicuro e responsabile? Esattamente come nella vita reale, anche nel mondo digitale i bambini hanno bisogno che i genitori li accompagnino e fungano da modello e interlocutori di fiducia, pronti ad aiutare e ad apprendere insieme. In questa rubrica troverete consigli pratici per integrare l’educazione ai media nella vita di tutti i giorni.

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DEI GENITORI USANO INTERNET CON IL PROPRIO FIGLIO ALMENO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA, IL 16% NON LO FA MAI. (STUDIO MIKE 2017)
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DEI GENITORI DEI BAMBINI SVIZZERI DICHIARANO CHE I LORO FIGLI NON POSSONO DECIDERE DA SOLI LA DURATA E IL CONTENUTO DELL'UTILIZZO DEI MEDIA. (STUDIO MIKE 2019)
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I TREDICENNI HANNO MAGGIORI COMPETENZE ONLINE RISPETTO AI LORO GENITORI. MA QUESTO NON VALE PER LA GESTIONE DEI RISCHI. ("INDICE DI PROTEZIONE DEI GIOVANI DAI MEDIA: AFFRONTARE I RISCHI ONLINE" 2017)
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Buono a sapersi

Possedere competenze mediali significa utilizzare i media consapevolmente e in maniera responsabile. Si tratta dunque di ben più che delle sole competenze tecniche. Chi conosce i diversi media e le loro potenzialità è in grado di sfruttarli secondo i propri bisogni e di creare contenuti. Chi è cosciente dei rischi ad essi connessi può prestare la dovuta attenzione, trattando con prudenza la divulgazione di dati personali e mantenendo uno sguardo critico sulla veridicità dei contenuti mediali. Possedere competenze mediali significa anche riflettere sul proprio utilizzo dei media, rispettare le regole di comportamento e trovare un buon equilibrio tra il tempo trascorso online e le attività offline.

I bambini sono curiosi e osservano come le persone si comportano nel loro ambiente. Come interagiscono bambini e genitori? Quali apparecchi utilizzano e come? I bambini piccoli in particolare imitano le persone che li circondano e cercano delle persone di riferimento da prendere come esempio e modello. Secondo alcuni sondaggi, i genitori sono la figura più importante nella trasmissione delle competenze mediali per i bambini. In particolare nei primi dieci anni di vita, l'influsso dei genitori è significativo per garantire un consumo mediatico sicuro e adatto all'età, stabilire regole di utilizzo e instaurare un rapporto di fiducia. I bambini saranno così portati a rivolgersi ai loro genitori in caso di incontri spiacevoli in Internet, commenti molesti o contenuti scioccanti. Per proteggersi e schermarsi, i bambini necessitano inoltre di valori morali e di una sana fiducia in loro stessi. E anche quando le loro competenze tecnologiche arrivano a superare quelle dei genitori, questi ultimi sono ancora avvantaggiati sul fronte dell'esperienza, che permette di analizzare criticamente i contenuti trasmessi e valutare le conseguenze.

 

Dalle inchieste condotte tra i genitori su cosa li preoccupi maggiormente riguardo all'utilizzo mediale dei loro figli, emergono sempre gli stessi aspetti. Uno dei principali timori è che i figli entrino in contatto con contenuti non adatti alla loro età (ovvero a carattere violento o pornografico) e ne rimangano scossi o sconvolti. I genitori si chiedono come fare per proteggere i propri figli, in particolare nel caso degli apparecchi mobili o dei contenuti che appaiono in maniera incontrollata nelle finestre pop-up. Tra le preoccupazioni più diffuse figurano anche i contatti problematici, la trappola dei costi nascosti e il pericolo delle offerte truffa.

In generale, una profonda insicurezza è generata dalla consapevolezza di non avere il pieno controllo sull'utilizzo dei media digitali da parte dei figli (soprattutto quando crescono). A ciò si aggiunge il timore che un utilizzo eccessivo dei media possa ripercuotersi negativamente dal punto di vista sociale ed emotivo. Questo anche perché i genitori constatano spesso che il consumo mediatico genera nei figli nervosismo, irritazione, insoddisfazione o malumore. Per questa ragione i genitori si chiedono giustamente come valutare l'adeguatezza del consumo dei media per ogni età e se sia opportuno introdurre limitazioni o altre regole.

Per quanto sia comprensibile il desiderio dei genitori di controllare e vigilare i loro figli per proteggerli dai rischi, è altrettanto importante riconoscere che le possibilità di farlo sono limitate. Grazie a smartphone e tablet infatti connettersi online ovunque è facilissimo. Inoltre, con l'accrescimento delle proprie competenze tecnologiche, i giovani sono facilmente in grado di aggirare le misure di protezione adottate dai genitori. Persino i bambini sono capaci di utilizzare la modalità di navigazione in incognito che permette loro di sottrarsi al controllo dei genitori. I limiti di età, inoltre, non possono garantire che un bambino non rimanga turbato o spaventato a causa di determinate immagini. Infine, si sa che gli adolescenti tendono a mettere in discussione le regole.

Per tutte queste ragioni, è davvero importante che vi sia un rapporto di fiducia e dialogo tra genitori e figli.

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Utilizzo dei media adeguato all'età

La questione dei limiti di età: le fasi di sviluppo degli adolescenti

Per rispondere alle domande su quando i figli siano maturi per poter utilizzare gli apparecchi mobili e quale sia il giusto tempo di utilizzo per il loro benessere, bisogna tener conto delle capacità sviluppate in funzione della fascia d'età. A tale scopo può aiutare la seguente panoramica:

 

I suoni, la luce e i colori emessi dagli apparecchi con schermo sono fonti di stimolo che possono risultare eccessive, dato che il bambino non è ancora in grado di controllare le proprie emozioni. Per tale ragione, nel 1° anno di vita i bebè dovrebbero entrare in contatto il meno possibile con contenuti mediali. Non appena acquisisce la capacità motoria di afferrare, il bambino piccolo può originare i primi effetti (sebbene casuali) su uno schermo tattile. Dal 2° anno di vita egli è in grado di comprendere semplici storie illustrate. Se per raccontarle i genitori utilizzano uno smartphone o un tablet, è importante dirigere l'attenzione del bambino e creare un legame con la sua esperienza personale.

Cresce l'interesse per le altre persone, si sviluppano ulteriormente competenze linguistiche e fantasia. Il bambino si rivolge con consapevolezza sempre maggiore ai media digitali e s'interessa alle funzioni ludiche e creative. Questo interesse può essere incoraggiato mostrando immagini o filmati, ma facendo sempre attenzione a non sollecitare in modo eccessivo il bambino.

La capacità di pensare per simboli (ovvero con segni come lettere, parole o numeri) e le abilità motorie si delineano sempre di più, influenzando l'utilizzo dei media digitali. Le azioni del tocco e dello scorrimento non pongono più difficoltà per il bambino, che le impiega in modo mirato. Egli capisce meglio i contenuti mediali ed è per esempio capace di creare un collegamento tra una foto e l'esperienza vissuta. È possibile promuovere le capacità cognitive con app adatte all'età.

Il bambino è in grado di elaborare le informazioni sempre più velocemente. Cresce la voglia d'imparare. L'interesse per i media è forte, sia come oggetto d'intrattenimento che come fonte di sapere. Aumenta anche la curiosità per Internet, di cui però il bambino non comprende la struttura. Inoltre egli non possiede ancora le capacità di lettura e scrittura necessarie. Per tale ragione le regole e l'accompagnamento dei genitori sono particolarmente importanti.

 

Il bambino impara a leggere, scrivere, fare di calcolo e acquisisce progressivamente conoscenze. Aumenta inoltre la sua autonomia: i genitori si fidano sempre di più e gli trasmettono maggiori responsabilità. Di conseguenza anche l'utilizzo dei media per i propri interessi, i compiti e lo svago diventa più autonomo. Le funzioni comunicative dei media digitali acquisiscono maggiore importanza e il bambino comprende sempre meglio la differenza tra finzione e realtà. Molti bambini in questa fascia d'età possiedono già un proprio smartphone. Oltre ad accompagnarli da vicino, i genitori devono preoccuparsi in particolare di provvedere alle impostazioni di sicurezza a misura di bambino e a tematizzare i rischi esistenti.

→ Smartphone & tablet

Si rafforza la capacità di pensare in modo astratto e per ipotesi. Si sviluppa la facoltà di autoriflessione e autocritica e il ragazzo mette sempre più in discussione le regole. Con l'aumentare della libertà di manovra per attività mediali autonome, cresce anche la probabilità di un confronto con contenuti non adatti alla sua età. Di conseguenza è altrettanto importante affinare la consapevolezza dei rischi.

 

Con il sopraggiungere della pubertà si presentano diversi cambiamenti a livello fisico ed emotivo. Lo sviluppo della propria identità avanza di pari passo con il distacco dai genitori. Lo smartphone rappresenta in questo contesto un importante elemento per sperimentare l'autonomia. L'adolescente sviluppa le proprie competenze mediali attraverso lo scambio con i coetanei, arrivando a superare per alcuni aspetti gli adulti. Non si riduce però l'importanza del ruolo dei genitori, che in qualità di accompagnatori devono continuare ad informarsi sul figlio e sulle nuove tecnologie, porre domande critiche e incoraggiare i processi di riflessione.

 

Per quanto tempo? La questione va ben oltre

Per il loro sviluppo cerebrale, i bambini hanno bisogno del contatto diretto con gli oggetti; inoltre, l'aria fresca e il movimento sono importanti per lo sviluppo sensoriale-motorio. Trascorrere troppo tempo davanti a uno schermo può portare a problemi di postura e di vista e soprattutto nel caso dei bambini con una diagnosi di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) può causare un peggioramento.

Ma più importante del «quanto» è sapere quali sono i contenuti mediali che i bambini e i giovani utilizzano e per quale ragione. È fondamentale, inoltre, l'equilibrio tra l'utilizzo dei media e le altre attività del tempo libero: per un bambino che si vede con gli amici, pratica sport o fa musica, un'ora di videogiochi al giorno non rappresenta un problema, mentre per un altro può essere eccessiva. Quando i genitori concordano con i propri figli un tempo massimo di utilizzo dei media, questo dovrebbe comprendere l'insieme del tempo trascorso davanti a televisione, videogiochi, cellulare e computer.

Importante

Prestate attenzione all'equilibrio tra attività con e senza i media.

«3-6-9-12»: un principio semplice

  • Fino a 3 anni: niente televisione, evitare l'utilizzo regolare di schermi. Non vi è però nulla di male nel guardare qualche film o trasmissione adatti ai più piccoli e nemmeno nell'utilizzare ogni tanto una app consona all'età, guardare un album fotografico digitale o effettuare una videochiamata con parenti e conoscenti.
  • Fino a 6 anni: niente giochi alla console da soli.
  • Fino a 9 anni: niente Internet e niente cellulare personale. Può però essere sensato avere un cellulare di famiglia da utilizzare in comune.
  • Fino a 12 anni: nessun accesso alle reti sociali e utilizzo sorvegliato di Internet.

 

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Consigli per tutti i giorni

La seguente strategia in sette fasi fornisce un aiuto per approcciare regolarmente il tema dell'utilizzo dei media e risolvere eventuali problemi. Un atteggiamento aperto, comprensivo, ma al contempo chiaro permette di creare una base di fiducia.

 

  • Parlate con i vostri figli dei loro interessi e delle loro abitudini (chattare, giocare, navigare, utilizzare reti sociali). Quali sono le loro attività preferite? Che cosa piace loro in particolare del loro gioco preferito? Hanno già fatto esperienze negative?
  • Probabilmente pensate che in quanto adulti dovreste comprendere molte cose meglio dei vostri figli. Ma nel caso dei media digitali la situazione può ribaltarsi. Lasciate loro la parte degli esperti, mostrando che siete interessati a ciò che fanno. Grazie a questo interesse potrete costruire una base per i prossimi passi. E i vostri figli saranno fieri di mostrarvi quello che sanno.
  • Spiegate ai vostri figli cosa vi preoccupa e perché volete sapere che cosa accade online.
  • Incoraggiate i vostri figli a parlare di incontri spiacevoli fatti in Internet, di commenti molesti o di contenuti scioccanti (p. es. violenza, pornografia).
  • Definite insieme ai vostri figli regole e limiti di accesso e d'utilizzo chiari, stabiliti in base alla loro età. In questo modo vi considereranno interlocutori interessati e competenti.
  • Spiegate ai vostri figli perché è opportuno controllare le indicazioni sui limiti di età e sul contenuto e fate loro capire che questi vanno rispettati. → Videogiochi
  • Stabilite di comune accordo anche come verificherete il rispetto di queste regole. Tenete presente che sorvegliare di nascosto non favorisce un rapporto di fiducia.
  • Scoprite le possibilità e le opportunità offerte dai media digitali insieme ai vostri figli: esplorate questo mondo, giocate e imparate con loro. Le esperienze positive fatte insieme in questo contesto possono infatti fornire un'ulteriore base per discutere in futuro anche di esperienze negative.
  • Parlate con i vostri figli di come ci si può proteggere e aiutateli a farlo. → Sicurezza & protezione dei dati
  • Chiedetevi regolarmente se state dando il buon esempio. Questo non significa che possiate fare solo ciò che permettete anche ai vostri figli. Tuttavia dovete essere coscienti del fatto che i figli imparano dai genitori molti comportamenti che metteranno in pratica in futuro.
  • Non usate i media come premio o come castigo, perché così facendo ne accrescete soltanto l'importanza.
  • Minacce e punizioni portano i figli a nascondere i propri problemi e frenano il dialogo. Essi devono invece sapere che in caso di problemi voi proverete ad ascoltarli con calma e comprensione. 
  • L'assenza di un televisore, di un computer o di una console nella stanza dei figli aiuta a controllare il rispetto dei tempi di utilizzo concordati.
  • Evitate inoltre i divieti generali: vietare di utilizzare il cellulare e Internet priverebbe i vostri figli di uno strumento di apprendimento e di appartenenza sociale. I media fanno parte della vita quotidiana e i bambini e i giovani devono imparare a usarli adeguatamente.
  • Generalmente i genitori sono bravi a captare se nei figli c'è qualcosa che non va. Reagite subito, se avete l'impressione che sia cambiato qualcosa nel comportamento dei vostri figli oppure che ci sia qualcosa di strano.
  • Dite loro che avete l'impressione che si comportino diversamente dal solito e cercate di capire quale possa essere la ragione.
  • Comunicate in modo chiaro che siete preoccupati.
  • Quando i vostri figli raccontano un problema, è importante mostrarsi innanzitutto empatici. Essi hanno bisogno di qualcuno che li sostenga, sebbene forse non si siano comportati correttamente.
  • Non rimproverateli, ma fate piuttosto capire loro perché il loro comportamento non va bene. Spiegate che siete comunque lì per loro e che cercherete di aiutarli a sistemare le cose.
  • Cercate di proporre nella discussione altri punti di vista: questi potrebbero permettere di interpretare la situazione in un altro modo e trovare così una soluzione.
  • Coinvolgete i vostri figli nella ricerca di soluzioni, invece di decidere per loro. Solo così potranno imparare in futuro a trovare autonomamente soluzioni.
  • L'importante è spiegare che una soluzione si trova sempre. Questo vale in particolare nel caso delle vittime di bullismo, alle quali la propria situazione può sembrare senza uscita. → Ciberbullismo
  • I potenziali interlocutori sono molti. Per i figli è importante sapere che non sono soli e che esistono anche altre possibilità d'aiuto quando i genitori non sanno cosa fare.
  • A seconda del problema, occorre attivare diversi enti: la scuola per esempio, in caso di bullismo o discriminazione, oppure la polizia in presenza di molestie sessuali. In caso di dubbio è raccomandabile consultare un servizio di consulenza → Banca dati offerte di consulenza
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Ulteriori informazioni utili

  • Mediamitico – il sito di Swisscom dedicato alle competenze mediali in famiglia
  • Intervista «Dai genitori per i genitori» con Eveline Hipeli, autrice di una guida con consigli per gestire consapevolmente i media sin dalla nascita dei figli
  • Consigli su Internet per bambini, giovani e genitori della Polizia cantonale

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