Reati

Le disposizioni fondamentali per la protezione di bambini e giovani dai rischi dei media sono contenute negli articoli 135 e 197 del Codice penale. Qui di seguito sono esposte nel dettaglio le azioni perseguibili penalmente.

 
 
 

È vietato rendere accessibile la pornografia ai minori di 16 anni

 
 

Secondo l’articolo 197, lett. 1 CP è reato offrire, cedere o rendere accessibili a una persona minore di 16 anni, scritti, registrazioni sonore o visive, immagini e altri oggetti pornografici.

 

Pertanto, i gestori di siti web a contenuto pornografico sono tenuti a dotarli di apposite avvertenze e a controllare l'età degli utenti («adult-checker»). La responsabilità per l’attuazione di queste disposizioni incombe ai Cantoni.

 
 
 
 

È vietata la pornografia dura (pedopornografia)

 
 

Secondo l’articolo 197, lett. 4 e 5 CP è reato consumare, fabbricare, importare, tenere in deposito, mettere in circolazione o rendere accessibile qualsiasi oggetto pornografico o rappresentazione di atti sessuali con fanciulli e animali, o atti violenti. È reato anche reclutare un minorenne per farlo partecipare a una rappresentazione pornografica o indurlo a partecipare a una tale rappresentazione (art. 197 lett. 3 CP).

 
 
 
 

È vietata la rappresentazione di atti di cruda violenza contro esseri umani e animali

 
 

L’articolo 135 del Codice penale regola l’uso di registrazioni sonore e visive che «mostrano con insistenza atti di cruda violenza verso esseri umani o animali e pertanto offendono gravemente la dignità umana». È punibile chiunque fabbrica, vende, acquista, rende accessibile tramite Internet o possiede tali oggetti. In futuro dovrà essere perseguibile penalmente anche la semplice fruizione di tali rappresentazioni (mozione Hochreutener - 06.3554).

 

Necessità d’intervento per quanto riguarda giochi e film violenti

Il Codice penale vieta solamente le rappresentazioni degli atti di violenza più brutale (divieto assoluto, art. 135 CP). Ciò è dovuto alla difficoltà di definire per legge in modo univoco quale tipo di rappresentazioni violente non sia adatto ai minori. D’altronde, la gioventù non può essere protetta solo tramite il Codice penale – che invece va considerato l’«ultima ratio». Assai più importante è contrassegnare in maniera chiara i giochi in base all’età e al contenuto come avviene in Svizzera tramite il «Pan European Game Information System» e, nel settore della cinematografia, tramite le classificazioni per età minima autorizzata dell’Associazione svizzera del videogramma.

 

Le associazioni di categoria applicano misure di controllo e sanzioni per i commercianti che non osservano le indicazioni d’età minima. Il Consiglio federale ha invitato i Cantoni, competenti in materia, a rendere vincolante per l’industria del settore l’adesione ai sistemi di classificazione delle relative associazioni di categoria. Esemplari sono le norme della legge sul film e i supporti mediali in vigore nei Cantoni di Basilea Città e Basilea Campagna.

 
 
 
 

È vietato il ciberbullismo

 
 

Il diritto elvetico non prevede una fattispecie che persegua esplicitamente come reato il ciberbullismo o il bullismo . Nondimeno le molestie, le minacce e le umiliazioni che costituiscono il ciberbullismo possono avere rilevanza penale. A seconda della fattispecie, sono perseguibili i seguenti reati:

 
 
 
 

Sono vietate le incitazioni alla violenza

 
 

L’articolo 13a della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI) regola la messa al sicuro, il sequestro e la confisca di materiale propagandistico che incita alla violenza. È contemplato l'incitamento a tutti i tipi di violenza fisica.

 

Alla base di questa disposizione di legge c'è il principio secondo cui tutte le manifestazioni di violenza (p. es. quella politica, sia di estrema destra che di estrema sinistra) sono ugualmente riprovevoli e non possono assolutamente trovare giustificazione in uno Stato democratico. Questa norma permette di confiscare il materiale propagandistico anche in assenza di una sentenza di condanna. Dato che questo tipo di materiale può essere rapidamente diffuso su Internet, il divieto permette di denunciare il responsabile e bloccare i siti in questione.

 
 
 
 

Ulteriore necessità d'intervento giuridico

 
 

Violenza in Internet

Data la portata globale di Internet, i contenuti violenti sono liberamente accessibili online e quindi – in linea di principio – ne possono fruire anche i bambini e i giovani. Restringerne l’accesso mediante dispositivi legislativi è impresa difficile. Se a livello federale, nell’ambito dell’attuazione delle misure chieste da un’iniziativa parlamentare (mozione Hochreutener 06.3554), si sta valutando se sia possibile limitare l’accesso a contenuti violenti in Internet mediante provvedimenti di carattere legislativo, assai più importante è che i genitori proteggano il computer di casa con tecniche dispositivi di sicurezza.

 
 
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