Video sul cyberbullismo

Sul nostro canale youtube potete trovare una cernita di film atti a fornire spunti di riflessione e fungere da base per le vostre discussioni.

 
 
 

Suggerimenti per la prevenzione nelle scuole

Intervista con Mario Antonelli, del Servizio per la prevenzione della violenza della Città di Zurigo

 

Intervista con Regula Berger, dell'Istituto per l'aiuto all'infanzia e alla gioventù della Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale FHNW

 
 
 

Cyberbullismo – rovinare una persona su Internet

Il bullismo tra giovani avviene, per esempio, durante la pausa di ricreazione. Fin qui nulla di nuovo. Ma sempre più spesso i soprusi succedono anche nello spazio virtuale dei media digitali usati per diffondere, tramite Internet o cellulare, messaggi, immagini o filmati spregevoli e diffamatori.

 

Il cyberbullismo è un fenomeno molto grave perché in pochissimo tempo le vittime possono vedere la propria reputazione danneggiata in una comunità molto ampia, anche perché i contenuti, una volta pubblicati, possono riapparire a più riprese in luoghi diversi. Spesso i genitori e gli insegnanti ne rimangono a lungo all'oscuro, perché non hanno accesso alla comunicazione in rete degli adolescenti. Pertanto può essere necessario molto tempo prima che un caso venga alla luce.

 

In questa rubrica otterrete informazioni utili sul tema del cyberbullismo: Che cos'è il cyberbullismo? Come riconoscerlo? Come prevenirlo? Come affrontarlo? Forniremo inoltre proposte per lezioni scolastiche e consigli utili per la prassi.

 
 
 

Che cos'è il cyberbullismo?

 
 

Il cyberbullismo è mobbing in Internet, infatti, per designarlo si usano anche i termini cybermobbing e internet mobbing. Viene messo in atto mediante l'uso dei media digitali e consiste nell'invio ripetuto di messaggi offensivi tramite sms, in chat o su facebook per molestare una persona per un lungo periodo.

 

Gli autori, i cosiddetti «bulli» o il cosiddetto «branco», sono spesso persone che la vittima ha conosciuto a scuola, nel quartiere o in un'associazione. Offendono, minacciano o ricattano le loro vittime direttamente o facendo pressione psicologica su di loro, le diffamano, le mettono alla gogna e diffondono dicerie sul loro conto. Chi ne è vittima può subire conseguenze molto gravi, come la perdita della fiducia in se stesso, stati di ansia e depressione.

 

Il confine tra un comportamento che resta scherzoso e uno che è percepito come offensivo non è così netto. Il cyberbullismo inizia laddove un individuo si sente importunato, molestato e offeso. Raramente i giovani si rendono conto delle conseguenze delle loro azioni nel momento in cui mettono in rete immagini offensive o le inviano agli amici; spesso lo fanno solo per scherzo. Tuttavia, può trattarsi anche di atti mirati a rovinare una persona.

 
 
 
 

Come si distingue il mobbing dal cybermobbing?

 
 

Il cyberbullismo è mobbing nello spazio virtuale, le prevaricazioni avvengono tramite Internet o cellulare - autore e vittima non sono fisicamente uno di fronte all'altra. L'autore può diffondere rapidamente e senza difficoltà testi offensivi, voci, immagini o filmati umilianti in rete, senza dover affrontare direttamente la reazione della vittima ai propri atti. Per il bullo virtuale è più facile mantenere l'anonimato o almeno una certa distanza, può attaccare senza rivelare il proprio nome, può ferire senza dover temere una reazione.

 

Non c'è scampo

Spesso i messaggi offensivi si diffondono molto rapidamente fra un bacino di utenti molto vasto. Di conseguenza, le vittime non si sentono più al sicuro da nessuna parte, poiché le vessazioni le raggiungono via Internet persino nelle proprie mura. È inoltre difficile cancellare le offese, che quindi, una volta pubblicate in rete, possono essere rilette e riguardate ripetutamente. Per la vittima è dura dimenticare e superare le violenze subite. Il cybermobbing contribuisce in questo modo a rafforzare la sofferenza della vittima.

 

L'autore è spesso sconosciuto

Anche per quanto riguarda l'autore vi sono differenze rispetto al bullismo tradizionale: l'anonimato di Internet gli permette di agire al coperto; a causa dell'invisibilità e della distanza della vittima le inibizioni sono minori rispetto a quando autore e vittima si trovano uno di fronte all'altra.

 
 
 
 

Come si riconosce il cyberbullismo?

 
 

Le vittime, gli autori e gli spettatori di atti di bullismo in rete hanno spesso remore a parlare. Di conseguenza per i familiari e gli insegnanti è difficile riconoscere il problema. Nonostante gli indizi del cyberbullismo non siano facilmente riconoscibili, vi sono alcuni segnali rivelatori. Non è sempre possibile distinguere chiaramente tra autori e vittime, perché molti giovani rimasti vittime del mobbing lo hanno praticato anche in prima persona. Il consiglio più utile è pertanto quello di mantenere alta la guardia e di parlare apertamente non appena sorge un sospetto concreto.

 

A che cosa devono fare attenzione i genitori

Vostro figlio appare afflitto, offeso, arrabbiato? Si ritira in se stesso? Soffre maggiormente di disturbi della salute? Accusa mal di testa, mal di pancia, problemi di sonno? Le sue prestazioni scolastiche segnano improvvisamente un calo? Non vuole più andare a scuola? Evita le gite, i viaggi e i soggiorni in campeggio organizzati dalla scuola? I compagni di scuola non si fanno più vivi? Notate che improvvisamente spariscono soldi o gli oggetti preferiti di vostro figlio?

 

A che cosa devono fare attenzione gli insegnanti

Il clima in classe sta peggiorando? Non c'è coesione tra i compagni di classe? Si crea complicità soltanto nel prendersela con capri espiatori? Gli alunni hanno un comportamento sgarbato tra loro? Si sono rotte delle amicizie? Alcuni alunni vengono esclusi o addirittura isolati? Alcuni alunni continuano a «smarrire» oggetti personali? Alcuni alunni cambiano il proprio comportamento? Si ritirano in se stessi? Sono spesso assenti? Marinano spesso la scuola? Le loro prestazioni sono calate nettamente? Diventano aggressivi? Attenzione: questi cambiamenti possono anche essere sintomo di un altro problema, di un altro disagio psichico. Se avete un sospetto, rivolgetevi a un servizio specializzato.

 

 
 
 
 

Come si diffonde il cyberbullismo?

 
 

Più frequente del cybermobbing attraverso la pubblicazione di messaggi in rete è la diffusione mediante sms di insulti e offese o l'invio di foto umilianti ai colleghi per rendere ridicola una persona.

 

Il cybermobbing è molto meno frequente del mobbing. Lo rivela uno studio compiuto nel 2012 da EU Kids online, un'iniziativa della Commissione europea: secondo questo studio, il 15 percento dei giovani svizzeri intervistati ha già subito atti di mobbing, il 5 percento ha subito atti di cybermobbing. Il dato allarmante è che i genitori non ne sanno niente. Il rischio di rimanere vittima del cybermobbing aumenta con l'età e le femmine ne sono interessate più frequentemente dei maschi; le reti sociali sono tra i luoghi in cui accade più spesso.

 

Nell'ambito dello studio JAMES 2014 circa 1200 giovani svizzeri sono stati intervistati sulle loro esperienze. Il 22 per cento ha rivelato di essere già stato vittima di un'aggressione in una chat o su facebook. Al 12 per cento dei giovani è già capitato che in Internet sono stati diffusi contenuti offensivi o notizie false su di loro, al 28 per cento che vi sono state pubblicate foto senza il loro consenso. Affinché si possa parlare di mobbing, occorre tuttavia che questi atti vengano ripetuti più volte.

 
 
 
 

Come si possono proteggere i giovani?

 
 

I giovani si possono proteggere dal cyberbullismo per principio trattando i dati privati propri e altrui in modo critico e con la massima sensibilità.

 

Chiunque fornisca indicazioni personali o pubblichi immagini su blog, reti sociali o forum si rende un potenziale bersaglio. Ci si può proteggere mantenendo sempre un comportamento rispettoso (netiquette), evitando di postare dati e informazioni sensibili sul proprio profilo (p. es. foto imbarazzanti o troppo discinte), curare solo amicizie personali e proteggere la sfera privata mediante criteri d'impostazione sicuri. Orientazione offre la checklist «Sicurezza sui social network» della Prevenzione Svizzera della Criminalità.

 

I genitori e le scuole possono sostenere i bambini e i giovani dando loro i consigli qui illustrati e discutendo con loro su quali conseguenze può avere il loro comportamento in rete e cosa significa il cybermobbing per le vittime. Va inoltre segnalato loro che i bulli sono perseguibili penalmente. Ricercando il proprio nome su Internet (detto «egosurfing») si ottengono informazioni sul contesto in cui appare il proprio nome e sulle immagini pubblicate di se stessi.

 
 
 
 

In che modo i genitori e la scuola possono prevenire il cyberbullismo?

 
 

A casa

Instaurate con i vostri figli una comunicazione improntata alla fiducia, interessandovi a come utilizzano i media e discutendone con loro. Fatevi spiegare in che cosa consiste il fascino dei media per loro o quali sono le loro paure. Di tanto in tanto, in quanto genitori, vi dovrebbe essere permesso di vedere i contenuti postati su Internet dai vostri figli. Concordate fin dall'inizio con vostro figlio in che modo accompagnarlo nel suo utilizzo dei media digitali. E siate disposti ad adeguare costantemente questo accordo. Man mano che crescerà, vostro figlio vorrà decidere sempre più spesso cosa mostrarvi e cosa no. Accettate questo fatto e, un poco alla volta, date più libertà a vostro figlio. Ma allo stesso tempo segnalategli chiaramente che siete a sua disposizione se ha bisogno di voi.

 

Parlare del cyberbullismo

Parlatene con i vostri figli. Fatevi spiegare ciò che già sanno e aggiungete quello che voi ne sapete in più. O svolgete insieme una ricerca sul tema. Discutete di quelli che possono essere i motivi del cybermobbing. Fate riflettere vostro figlio su cosa farebbe se qualcuno lo vessasse su Internet o tramite il cellulare. L' opuscolo «My little Safebook» (p.22) dalla Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC) vi mostra come affrontare questo tema con i vostri figli.


A scuola

Il cybermobbing è una variante del mobbing. Pertanto è ragionevole integrare la sua prevenzione in quella del mobbing e iniziare quanto prima ad attuarla. Nelle scuole che assumono un atteggiamento chiaro gli alunni trovano più spesso il coraggio di segnalare un problema. È inoltre importante che gli alunni sappiano a chi rivolgersi in caso di cybermobbing, e che le scuole prevedano delle procedure standardizzate per affrontare casi concreti. Questo costituisce un valido sostegno per gli insegnanti. L'approccio dell'intervento precoce è adottato da Be-Prox, il programma bernese di prevenzione del mobbing e della violenza negli asili e nelle scuole, che ha dato buoni esiti. Nell'ambito del programma, gli insegnanti vengono istruiti su come affrontare il problema. In un'intervista Françoise D. Alsaker espone le sei fasi del programma Be-Prox.

 
 
 
 

Come reagire al cyberbullismo?

 
 

I bambini e i giovani bersaglio di atti di cyberbullismo non devono assolutamente rispondere al bullo online, ma chiedere aiuto ai propri genitori o a un altro adulto di fiducia.

 

Misure immediate

Gli adulti devono ascoltare attentamente e mantenere la calma. L'autore delle vessazioni (ossia il suo profilo) deve essere bloccato e segnalato al network sociale o al forum. Si consiglia di salvare sul computer il materiale che può fungere da prova (per esempio screenshot, conversazioni in chat e immagini) e subito dopo, se possibile, cancellare – o far cancellare dal gestore della piattaforma – tutti i contenuti in rete.

 

Se sono coinvolti compagni di scuola, i genitori dovrebbero rivolgersi all'insegnante o all'assistente sociale scolastico. Insieme agli insegnanti, alla direzione, al Servizio psicologico o all'assistente sociale della scuola possono valutare se sporgere denuncia presso la polizia. Una prima consulenza è offerta inoltre dalla Prevenzione Svizzera della Criminalità (skppsc.ch), che aiuta anche a trovare servizi di sostegno adeguati.

 

Misure a medio e lungo termine

Non rimproverate o colpevolizzate vostro figlio, ma segnalategli che lo aiuterete e lo proteggerete. Create un'atmosfera che trasmette sicurezza a vostro figlio. Cercate di ottenere una visione d'insieme: Che cos'è successo? Chi è coinvolto? Quale ruolo è stato assunto da vostro figlio? E siate pazienti, le vittime hanno bisogno di tempo per raccontare quello che è successo.

 
 
 
 

Chi pratica il cyberbullismo si rende punibile penalmente?

 
 

Ciò che è vietato nella vita reale, lo è anche nel mondo digitale. Se, da un lato, né il cyberbullismo né il mobbing sono menzionati esplicitamente quale reato nel codice penale, lo sono invece gli atti su cui si basa, vale a dire molestie, minacce e umiliazioni. Gli autori e le autrici sono punibili penalmente se commettono le seguenti fattispecie penal.

 
 
 
 
 
 
 

Documenti utili sul cyberbullismo per genitori e insegnanti

 
 

Per le famiglie

 

Per gli insegnanti

  • Manuale per gli isegnanti – Il progetto TABBY (Threat Assessment of Bullying Behavior: Valutazione della minaccia di cyberbullismo nei giovani) punta ad accrescere la conoscenza e le capacità di proteggere gli adolescenti dalle possibili minacce quando usano internet o altri mezzi di comunicazione informatizzata.
  • Unterrichtseinheit Cybermobbing – idee per l'insegnamento con una proposta concreta di lezione, Scuola universitaria professionale della Svizzera nord-occidentale FHNW (in tedesco)
  • Hilfestellung für Lehrpersonen – prevenzione, individuazione e intervento in caso di mobbing a scuola, Ufficio della scuola dell'obbligo di San Gallo (Amt für Volksschule, St. Gallen, in tedesco)
  • Unità didattica sul cybermobbing per insegnanti. Aiuti e materiali per l'insegnamento (klicksafe.de, in tedesco)
  • SRF my school – materiale didattico compreso il film «Er liked mich, sie liked mich nicht» (in tedesco)
  • Merkblatt Cybermobbing promemoria del Dipartimento dell'educazione e della cultura del Cantone di Lucerna destinato alle direzioni scolastiche, agli insegnanti e all'assistenza sociale scolastica (in tedesco)
  • Guida pratica per la lotta contro il cybermobbing tra alunni, Ministero dell'educazione nazionale francese («Guide pratique pour lutter contre le cyberharcèlement entre élèves», Ministère de l'Education nationale, in francese)
  • Medienhelden – Un progetto realizzato presso scuole di sei Paesi europei accompagnato da un manuale didattico per la promozione delle competenze mediali e la prevenzione del cyberbullismo
  • Peacemaker – Basato sul metodo della mediazione tra pari, il progetto Peacemaker ha l'obiettivo di contenere e prevenire la violenza nelle scuole.
 
 
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