Come si possono proteggere i dati nelle reti sociali?

Quali rischi e pericoli comportano le reti sociali per la sfera privata e come la si può proteggere? Si vedano in proposito le raccomandazioni dell'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT).

 
 
 

Le reti sociali quale tema didattico

Sul sito Internet di SRF mySchool gli insegnanti possono trovare proposte didattiche e altre informazioni sulla generazione facebook (soltanto in tedesco).

 
 
 

Il Web 2.0 quale tema didattico

Sul sito Internet di educa potete trovare proposte didattiche e altre informazioni sul Web 2.0 (soltanto in tedesco).

 
 
 

Le reti sociali – molto apprezzate dai giovani

Facebook, Instagram, Google+, Twitter, Tumblr, Pinterest, ecc. – i giovani amano le reti sociali e vi trascorrono molto tempo:78 % di loro le frequenta ogni giorno o più volte alla settimana (studio JAMES, 2014).

 

Le reti sociali appartengono alla generazione Web 2.0, ossia l’Internet in cui l'utente non è più unicamente "consumatore d'informazione", ma contribuisce attivamente a creare i contenuti del Web, siano questi testi, filmati o immagini.

 

L’89 per cento dei giovani ha un profilo online

Le reti sociali sono particolarmente apprezzate, perché permettono di entrare in contatto con persone provenienti da tutto il mondo, di trovare chi condivide gli stessi interessi e di comunicare con loro in tempo reale. Chi si presenta con un proprio profilo, inoltre, può subito verificare se esso piaccia o meno alla "comunità online", un aspetto particolarmente interessante per i giovani. L’89 per cento di loro possiede pertanto un profilo in una rete sociale (studio JAMES, 2014): Facebook è la più popolare – vi sono iscritti 78 % – seguita da Instagram.

 
 
 

Cosa fanno i giovani nelle reti sociali?

 
 

I media sociali offrono molteplici possibilità: permettono di "caricare" contenuti (ad es. filmati o immagini) o di fruirne, di cercare contatti, di guardare i profili di amici, di trovare o mettere a disposizione informazioni, di scoprire eventi o di "postare" propri inviti. I giovani utilizzano le reti sociali soprattutto per chattare  o per inviare messaggi, ma anche per giocare, creare reti di contatti e gestire liste di amici. Queste permettono di limitare la condivisione di certi contenuti ad un determinato gruppo di persone. Contrariamente a quanto accade nella vita reale, le reti sociali consentono di farsi una cerchia di amici in tempi relativamente brevi: circa un quarto dei giovani conta più di 300 "amici"!

 
 
 
 

Cosa rende le reti sociali così allettanti?

 
 

Le reti sociali sono uno spazio virtuale in cui i giovani possono facilmente vivere le esperienze e soddisfare i bisogni che rivestono una grande importanza per loro anche nella vita reale (p. es. fare nuove amicizie, sentirsi parte di un gruppo, provare l’effetto che si fa sugli altri attraverso il proprio profilo, ricevere feedback sulle opinioni "postate" e, in questo modo, sviluppare la propria identità).

 

Internet permette di coltivare contatti con persone di tutto il mondo e di condividere virtualmente interessi comuni. Inoltre, online si è meno inibiti nell’allacciare contatti rispetto alla vita reale e si hanno quindi rapidamente tanti "successi". Il fatto che spesso nelle reti sociali gli adulti non li possono disturbare o controllare, rende queste ancora più attrattive per i giovani. Leggete come i genitori possono assistere i propri figli.

 
 
 
 

Quali informazioni pubblicano i giovani online?

 
 

Nelle reti sociali è l’utente a dover / poter decidere quali e quante informazioni inserire nel proprio profilo. Lo studio JAMES (2014) ha analizzato il comportamento dei giovani svizzeri a tale proposito:

  • La maggior parte di loro pubblica dati personali, quali: il sesso (79 per cento), il nome (87 per cento), immagini o filmati di sé (79 per cento) e il cognome (75 per cento).
  • Circa un terzo descrive i propri hobby (38 per cento) e carica fotografie o filmati di amici o familiari (39 per cento).
  • Il 22 per cento indica il proprio indirizzo e-mail, il 49 per cento la scuola, il 25 per cento il domicilio, il 2 per cento il numero di messaggistica istantanea e il 4 per cento il numero di telefono.
  • In generale i ragazzi più grandi divulgano una maggiore quantità di informazioni personali.
 
 
 
 

Protezione della sfera privata – più della metà dei giovani la mette in pratica

 
 

Il 81 per cento dei giovani ha attivato le opzioni per proteggere la propria privacy: gli svizzeri tedeschi sono però in netta maggioranza (84 per cento) rispetto ai romandi (74 per cento) e ai ticinesi (74 per cento). I ragazzi più grandi utilizzano maggiormente le opzioni di protezione rispetto agli altri. Il gruppo di età che divulga la maggiore quantità di informazioni su di sé, quindi, lo fa principalmente all’interno di una sfera protetta. Altre differenze di rilievo nell’utilizzo delle opzioni di protezione della sfera privata sono determinate dai seguenti fattori:

  • provenienza: giovani svizzeri (83%), giovani immigrati (72%);
  • estrazione sociale: ceto alto (66%), ceto medio (61%), ceto basso (46%);
  • sesso: ragazze (87%), ragazzi (74%). (Fonte: studio JAMES, 2014)
 
 
 
 

Opportunità

 
 

Le reti sociali offrono molteplici possibilità positive, per esempio:

  • instaurare e coltivare relazioni sociali;
  • provare un senso di appartenenza;
  • verificare mediante il proprio profilo quali aspetti piacciono ai coetanei e quali no, un’esperienza importante per la formazione dell’identità;
  • condividere con gli altri i propri interessi e reperire informazioni.
 
 
 
 

Rischi

 
 

I media sociali comportano anche dei rischi, per esempio:

  • mancanza di consapevolezza sull'accessibilità dei commenti, delle fotografie ecc. e conseguente rischio di abuso dei dati: una volta che circola in rete, un’immagine è praticamente impossibile da cancellarle.
  • dipendenza;
  • distrazione dei giovani dai compiti, quando li svolgono al computer e allo stesso tempo sono collegati ad una rete sociale;
  • contatti indesiderati e aggressioni sessuali: le reti sociali permettono ai pedofili di entrare in contatto con le potenziali vittime;
  • ciberbullismo: in rete si può essere oggetto di scherno, di offese o di molestie da parte di altri utenti.
 
 
 
 

Protezione nelle reti sociali

 
 
  • Proteggere la sfera privata: stabilire nelle impostazioni sulla privacy chi ha accesso a quali informazioni del proprio profilo.
  • Prima di pubblicare in Internet immagini e informazioni, chiedersi cosa si vuole mostrare di sé, con chi si possono scambiare quali informazioni e quali conseguenze può avere un utilizzo troppo libero dei dati privati. Una volta in rete, le immagini vi rimangono per sempre.
  • Non mostrare mai online immagini imbarazzanti di sé o di altri. Le informazioni possono essere utilizzate da terzi per nuocere e umiliare di proposito qualcuno.
  • Esortare i giovani a chiedersi, prima di pubblicare delle informazioni, chi potrebbe vederle, anche in futuro.
  • Rispettare la sfera privata altrui: non caricare fotografie o filmati di altri senza il loro consenso.
  • Analogamente, se qualcuno carica una foto di un'altra persona che quest'ultima non vuole sia resa pubblica, essa ha il diritto e il dovere di chiedergli di toglierla.
  • Non mettere il proprio nome completo sulle foto e disattivare il servizio di localizzazione dello smartphone, per evitare che tutti sappiano dove queste sono state scattate.
  • Aggiungere tra i propri amici solo persone che si conoscono.
  • Utilizzare password sicure.
  • Attenersi ai limiti di età delle reti sociali.
  • Leggere le condizioni d'utilizzo delle reti sociali prima di aderirvi.
  • Verificare regolarmente le proprie impostazioni in materia di confidenzialità e le liste di contatti.
 
 
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